FILM VINCITORI DELLA TREDICESIMA EDIZIONE DI IMMAGINARIA 27 28 29 APRILE 2018

Migliore Lungometraggio LA BELLE SAISON di Catherine Corsini

Motivazione della Giuria Fiction composta da Maria Rosa Cutrufelli Presidente
e Maria Pia Brancadori, Elena Tenga, Roberta De Paoli, Valeria Viganò

La qualità filmica e tematica dei quattro lungometraggi proposti ha suscitato nella Giuria una lunga e appassionata discussione. Alla fine siamo giunte alla conclusione di assegnare il primo premio a “La Belle Saison” di Catherine Corsini e una menzione speciale a “My Days of Mercy” di Tali Shalom Ezer per le seguenti motivazioni:
La Belle Saison è un racconto travolgente fin dall’inizio con una grande capacità comunicativa della regista che trova appoggio nella interpretazione delle due attrici convincenti e straordinarie. Affascinante il modo in cui affronta il rapporto tra femminismo e lesbismo. Le due figure femminili sono ben delineate nella loro diversità e il finale è agrodolce, restituendo a ognuna un’identità oltre l’amore.
My Days of Mercy ci ha convinto per la sua potenza emotiva. Nonostante la sua giovinezza, la regista mostra uno straordinario talento nell’intrecciare efficacemente una delicata storia d’amore con un tema drammatico come la pena di morte. Abbiamo apprezzato l’interpretazione delle due protagoniste, ma anche degli attori comprimari, ben delineati nelle loro psicologie.

Migliori Documentari Ex Aequo: Girl From God’s Country di Karen Day e The Judge di Erika Cohn

Motivazione della Giuria Documentari composta da Nadia Pizzuti Presidente
e Veronica Pravadelli, Nerina Milletti, Monica Pietrangeli

La scelta dell’ex aequo deriva dal fatto che entrambi i documentari mostrano realtà poco conosciute della vita delle donne, il primo nel passato e il secondo in  un presente altrettanto lontano.
Girl From God’s Country è un documentario che restituisce pezzi di storia del cinema che sono stati cancellati per decenni. Centrato sulla figura di Nell Shipman, una delle prime registe e produttrici indipendenti, pioniera del muto con una forte sensibilità ambientalista e animalista, il film riesce a dare lo spaccato di un’epoca in cui le donne erano presenti in tutti i settori dell’industria cinematografica, ma senza essere riconosciute.
Abbiamo premiato anche The Judge per la maestria con cui propone un ritratto ricco e articolato della prima donna giudice di un tribunale della Sharia nel mondo arabo. Una giudice palestinese che potremmo definire una femminista islamica perché, come lei stessa dice nel film, ha “lanciato un sasso nelle acque stagnanti” della cultura tradizionale e religiosa, denunciando l’arretratezza della legge coranica e al contempo interpretando e usando certi suoi principi a favore delle donne.

Migliore Cortometraggio COCOON di Mei Liying

Motivazione della Giuria Giovani Cortometraggi composta da Francesca Susca Presidente e da Laura Dellacostanza e Vanessa Capello

Il vincitore della categoria Corti è “Cocoon” di Mei Liying per la semplicità e la delicatezza con cui, attraverso lo sguardo di una bambina, si racconta il cambiamento della famiglia e in particolare della madre, celebrando l’amore in tutte le sue forme.