DES PREUVES D’AMOUR

  • Sabato 9 maggio / Saturday May 9th

    h. 21.30

  • Cinema Nuovo Sacher

  • Regia / Director: Alice Douard, Francia 2025, 96’

    Lungometraggio / Feature film

La vicenda si svolge poco dopo la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso in Francia. Céline (Ella Rumpf) e Nadia (Mona Chokri) sono una coppia di donne in attesa della loro prima figlia. Nadia porta avanti la gravidanza, mentre Céline deve lottare per vedere riconosciuto il proprio ruolo di madre, tra lo sguardo dei familiari, la pressione sociale e le ambiguità giuridiche. Il percorso legale passa attraverso prove scritte, testimonianze e dichiarazioni che ricostruiscono agli occhi della legge una realtà che la vita ha già reso evidente. La madre non biologica è infatti costretta a confrontarsi con uno stigma diffuso, spesso implicito, che continua a misurare la maternità esclusivamente attraverso il legame di sangue e l’esperienza della gestazione.
Accanto a questa vicenda, nel film si sviluppa una seconda linea narrativa altrettanto centrale: il rapporto di Céline con la propria madre, una pianista famosa (Anne Le Ny), è un legame segnato dall’assenza e dalla priorità data alla carriera. In questo gioco di specchi generazionale, emerge la domanda su cosa significhi davvero essere madre, al di là dei vincoli biologici e delle aspettative sociali.
Nel suo primo lungometraggio, in gran parte autobiografico e già anticipato dal cortometraggio L’attente (2022, proiettato a Immaginaria 2024), Alice Douard esplora, con uno sguardo intimo e politico insieme, la complessità dei legami più profondi, offrendo una riflessione personale e universale sulla filiazione e sul diritto di amare.

The story takes place shortly after the legalization of same-sex marriage in France. Céline (Ella Rumpf) and Nadia (Mona Chokri) are a couple expecting their first child. Nadia carries the pregnancy, while Céline must fight to have her role as a mother recognized, navigating the scrutiny of family members, social pressure, and legal ambiguities. The legal process involves written evidence, witness testimony, and formal statements that reconstruct, in the eyes of the law, a reality that life itself has already made clear. The non-biological mother is in fact forced to confront a widespread—often implicit—stigma that continues to measure motherhood solely through blood ties and the experience of gestation.
Alongside this storyline, the film develops a second, equally central narrative thread: Céline’s relationship with her own mother, a famous pianist (Anne Le Ny), is marked by absence and by the priority given to her career. In this generational mirror game, the question emerges of what it truly means to be a mother, beyond biological bonds and social expectations.
In her first feature film —largely autobiographical and foreshadowed by the short film L’attente (screened at Immaginaria 2024)— Alice Douard explores, with a gaze that is both intimate and political, the complexity of the deepest bonds, offering a personal and universal reflection on filiation and the right to love.

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